Il ddl sulle intercettazioni ha ottenuto ieri sera l'approvazione dalla commissione di Giustizia della Camera, al 23 febbraio la discussione. Tratto da Rainews24 riporto il contenuto del provvedimento per punti:
GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA - Il Pm potra' chiedere l'autorizzazione a intercettare solo in presenza di 'gravi indizi di colpevolezza'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovra' essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovra' poi compiere una sua valutazione autonoma del caso.
VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento che gli viene affidato ha l'obbligo di astenersi. E dovra' essere sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d'ufficio. Il suo nome non potra' essere citato.
OMESSO CONTROLLO, ARRESTO FINO A UN ANNO - Il ddl prevede l'arresto fino a un anno e l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che omettano di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni.
DIVIETO PUBBLICAZIONE - Per i media le indagini diventeranno 'top secret'. Non si potranno piu' pubblicare gli atti dell'indagine preliminare, neanche l'iscrizione nel registro degli indagati di qualcuno, o quanto acquisito al fascicolo del Pm o del difensore, fino al termine dell'udienza preliminare. Anche se gli atti non saranno piu' coperti da segreto.
NO A NOMI E IMMAGINI PM - Il ddl prevede lo stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i giornalisti. Con due emendamenti approvati in extremis e' prevista la pena da uno a tre anni per chi, "con volonta' di dolo", pubblica intercettazioni per le quali sia stata ordinata la distruzione o relative "a conversazioni o flussi di comunicazione riguardanti fatti e circostanze o persone estranee alle indagini di cui sia stata disposta l'espunzione". Aumentano anche le sanzioni per gli editori, fino a 370mila euro per chi pubblica violando gli obblighi di legge.
REATI INTERCETTABILI - Sul punto la legge attuale cambia poco. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene superiori ai 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori.
INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attivita' criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli piu' gravi.
LIMITI DI TEMPO - Non si potra' intercettare per piu' di 60 giorni: 30 piu' 15 piu' 15. Per reati di criminalita' organizzata, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si puo' arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze. L'opposizione contesta il fatto che non si possa piu' intercettare nei casi di violenza sessuale perche' le indagini richiedevano intercettazioni di tipo esplorativo per l' individuazione dei responsabili. Potranno essere acquisiti pero' documenti relativi al traffico telefonico per capire chi fosse presente sul luogo del delitto.
ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO - Le telefonate e i relativi verbali saranno custodite in un archivio presso la Procura. I procuratori avranno il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto.
DIVIETO UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.
STOP A 'UN GIORNO IN PRETURA' - Non si potranno piu' fare riprese tv nelle aule giudiziarie, a meno che tutte le parti non siano d'accordo.
Il potere si sta accentrando nelle mani di uno solo, a pensarlo sono in molti. Si è iniziato abolendo il voto di preferenza per senatori e deputati (1994), arrivando di fatto ad affievolire le funzioni del parlamento: oggi il nostro parlamento è del tutto inutile. Quindi, essendo i parlamentari scelti dall'esecutivo, costituiscono di fatto un solo potere. Si sta proseguendo per questa strada: con la legge Alfano è stato creato uno scudo per mettersi al riparo dal potere giudiziario, che sarebbe in mano a "toghe rosse". Come se non bastasse stanno per essere COMPLETAMENTE abolite le intercettazioni (eccetto che per mafia e terrorismo), dato che probabilmente la legge alfano verrà bollata come anti-costituzionale, bisogna mettersi al riparo! Sistemata la magistratura, mancano solo i giornalisti (il quarto potere). Innanzitutto, non si dovranno immischiare nei processi: giustissimo, purchè i processi non riguardino anche noi (i numerosi processi al nostro Premier, a Moggi a Fiorani a Fazio....). Ma non basta: dato che oramai tutti i giornali e le televisioni sono ben controllati, bisognerà pur bloccare anche gli "esuli": giornalisti o cittadini interessati, che non possono far altro che popolare la rete.
Perciò è stato introdotto nel pacchetto sicurezza l'emendamento 50-bis, che prevede "l'oscuramento di un sito nel caso esso veicoli contenuti in cui è ravvisabile l'apologia di reato", siamo arrivati alla censura. Molti hanno definito questo governo come una vera e propria dittatura, trovando addirittura somiglianze con il ventennio fascista. Però la nostra è una democrazia: è il popolo che sceglie da chi essere governato e Berlusconi ha il pieno appoggio degli italiani.